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Antichi sapori ai tempi moderni

 

L’anziano gestore scrutò i tre ragazzi. "Se ve la sentite, vi affido la gestione del ristorante" disse in tono calmo, aspettando la reazione alla sua proposta. I fratelli Caprarella, tre sbarbatelli che insieme non raggiungevano i 70 anni, vinti dalla passione per la gastronomia e il buon vino, lavoravano alla Grotta Guelfa da qualche anno, e mai si sarebbero aspettati che il vecchio gestore avrebbe abbandonato il timone del ristorante e, meno che mai, si sarebbero attesi una proposta del genere.

Secco come un chiodo, Angiolino era una persona dai modi garbati e gran lavoratore, che aveva diretto la Grotta Guelfa per oltre vent’anni. Il ristorante fiorentino era la sua amata creatura. Fu lui a proporre, quando ancora nessuno osava farlo, la tartare di carne. Davanti al carrello allestito con cetriolini e capperi, prezzemolo e sedano, cipollina fresca, Tabasco e Angostura, confezionava il piatto con rara maestria.

I commensali s’incantavano a guardarlo mentre montava l’uovo con l’aggiunta di un cucchiaino di senape e gli ingredienti più sfiziosi scelti dai clienti. Fu un vero successo. La Grotta Guelfa divenne famosa, anche all’estero. Si mangiavano bistecche alla fiorentina e grande scelta di pasta fresca abbinata ai sughi della tradizione toscana. Ma gli anni passarono e nel ’95 Angiolino iniziò a pensare alla successione. I tre ragazzi, giunti da Melfi qualche anno prima, dopo la proposta, non dormirono per un paio di notti. La voglia di scommettere su se stessi e di misurarsi con il mondo era troppo forte per rinunciare. Così, racimolati i propri risparmi e chiesto un prestito al padre, iniziarono l’avventura nella ristorazione con un quarto fratello, anch’egli nel settore. Da quella proposta sono passati tanti anni,  ma l’entusiasmo e la dedizione sono sempre gli stessi. Antichi sapori e memorie culinarie che si rinnovano - oggi con il prezioso contributo di Stefano Giustino, Carmela Forte - e una solida tradizione  che non si tramanda da padre in figlio, ma tra maestro e allievi, o più semplicemente, tra persone cordiali e alla mano, appassionate del proprio lavoro.

Grotta Guelfa è una tappa obbligata per chi, appassionato di buona cucina, ama i piatti più autentici, quelli che conservano il loro legame con le tradizioni e il territorio, ma che non disdegnano le novità più sfiziose. Si può cenare nelle calde e accoglienti salette, oppure nell’ampio portico climatizzato e allestito con brio, in  cui si può mangiare all’aria aperta in qualsiasi periodo dell’anno. Il ristorante sorge presso l’antico Palagio dei Capitani di Parte Guelfa. Da questo angolo di Firenze, che conserva integro il suo carattere medievale, è possibile partire alla scoperta delle bellezze artistiche della città.


     

 

 

 

 

 

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