Palagio

l Palagio di Parte Guelfa
L'Italia medievale fu lacerata da acuti conflitti politici e militari tra i seguaci dei Guelfi e dei Ghibellini. Le grandi famiglie di Signori appoggiarono i sostenitori dell’Imperatore, i Ghibellini, mentre le città reggevano i Guelfi, solidali al Papa. A Firenze la lotta sfociò in guerra civile che durò per oltre 10 anni, sino a quando, l'11 novembre 1266, i ghibellini furono cacciati definitivamente dalla città che divenne sede dei "Capitani di Parte Guelfa". Quest'ultimi fecero di Firenze centro della Lega Guelfa in Toscana, che aveva il compito di provvedere all'accrescimento del partito Guelfo. Oltre a questo, ai "Capitani" spettava il compito di amministrare i beni confiscati ai Ghibellini; nonché la manutenzione delle mura cittadine, degli edifici pubblici e delle fortezze dello Stato fiorentino. Il loro ufficio aveva sede in Via Pellicceria. L'edificio, che vi è tutt'ora, sorge nella piccola P.za di Parte Guelfa, uno dei luoghi più pittoreschi della Firenze medievale. Costruito tra il XIII e il XIV secolo, sulle rovine delle case torri ghibelline,  il Palazzo non è sempre stato come noi lo vediamo; la graziosa facciata con scala esterna fu costruita soltanto alla fine del "Duegento", fu poi ingrandito dal Brunelleschi e nel XVI secolo il Vasari ne modificò il soffitto. Questo ufficio aveva per insegna un'aquila rossa artigliante un drago verde, con un piccolo giglio rosso sormontante la testa del rapace. Questa insegna fu donata ai Guelfi da Papa Clemente IV. Nel quartiere, all'epoca rinascimentale, lavorarono grandi artisti come il pittore Gherardo Starnina, Filippo Brunelleschi e il Vasari. Dal 1781 il Palagio fu dato alla nuova comunità di Firenze, ovvero all'archivio dell'Arte della Lana. Nel 1880 l'edificio passò alla "Compagnia dei pompieri" come caserma e arsenale. Con questa nuova istituzione vennero modificate le funzioni del palazzo e quindi il loro aspetto. Oggi, il Palagio di Parte Guelfa rivive i passi del passato attraverso i prestigiosi volumi custoditi all'interno della sua Biblioteca, e la sala dedicata al Calcio storico fiorentino e al corteo storico della Repubblica fiorentina.

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